17/04/2011

Ansia utile e ansia dannosa: facciamo chiarezza sulla natura dell’ansia

 

 

A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta per i disturbi di ansia a Roma

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 L’ansia non è solo un limite o un disturbo, ma se riconosciuta e analizzata può diventare uno strumento di analisi di se stessi ed essere utilizzata come una risorsa. E’ utile a proteggerci dai rischi, a mantenere lo stato di allerta, a migliorare le nostre prestazioni. L’ansia 'buona' e funzionale rappresenta una sollecitazione che ci muove e ci fa selezionare gli stimoli con maggiore attenzione.

Non sempre dunque l'ansia è nociva, facciamo un'esempio: stiamo attraversando una strada e, all'improvviso, una macchina che procede a grande velocità è a pochi metri da noi. Cosa succede? Certamente ci spaventiamo e corriamo verso il marciapiede. Ancora prima di iniziare a correre, il nostro cervello ha avvertito il pericolo e il nostro organismo ha iniziato ad attivare il sistema nervoso autonomo e a rilasciare adrenalina.

Questa attivazione darà luogo a tutta una serie di cambiamenti fisiologici che avranno lo scopo di permetterci di reagire ed evitare il pericolo.
Si tratta della cosiddetta risposta automatica di attacco o fuga di fronte ad un pericolo, che porta ad essere pronti e rapidi nel mettersi in salvo e, solo quando la fuga è impossibile, più efficienti nel lottare per la propria vita.
In ogni situazione di allarme si genera una specie di reazione attacco o fuga, che non sempre, ovviamente, raggiunge l'intensità che si ha in una situazione di vita o di morte.

Un certo grado di ansia, se non è eccessivo, può essere utile non solo in presenza di un pericolo fisico, ma anche in alcune attività che richiedono impegno e concentrazione: pensiamo ad esempio ad un esame o ad un colloquio di lavoro: chi fosse totalmente rilassato in queste situazioni non darebbe il meglio di se.

Dunque la concentrazione, la vigilanza e la forza fisica che sperimentiamo quando è attivato il meccanismo attacco-fuga possono anche aiutarci ad affrontare meglio certe situazioni molto impegnative.
I problemi sorgono quando l'attivazione è 'eccessiva', sproporzionata alla situazione reale oppure troppo frequente; tutto ciò che aveva un preciso scopo se riferito al pericolo di sopravvivenza, diventa in alcuni casi eccessivo e ingiustificato.

Come l'allarme di una macchina troppo sensibile può suonare fuori tempo, così un sistema d'allarme fisiologico troppo sensibile attiva la risposta di attacco-fuga quando non c'è bisogno e produce ansia in situazioni nelle quali la maggior parte delle persone rimane relativamente tranquilla.
Facciamo un esempio:una persona che inizia a preoccuparsi mentre fa la coda in un negozio, se ha la tendenza ad avere troppo facilmente una reazione fisiologica di allarme, può cominciare a sentire la testa leggera, ad avere vertigini e ad avvertire un senso di irrealtà e pensare: "Sarebbe terribile se impazzissi e cominciassi a correre come un pazzo per il negozio, gridando e colpendo gli altri". A questo punto forse uscirebbe dal negozio e si andrebbe a rifugiare in casa sua.
In sintesi, basta che noi "interpretiamo" una certa situazione come "pericolosa" perchè si attivi il meccanismo attacco-fuga.